I Ministri spaccano.
Ecco l'intervista che han concesso a Rockit per presentare il loro Ep "La Piazza"
La prima volta che si andrà in guerra sarà come svegliarsi presto per la gita.
Usciremo che ancora tutti dormono, e ci incontreremo col buio e gli edicolanti, che impileranno giornali coi titoli grossi e venderanno bandiere.
Ora sui balconi più lenti c'è ancora quella dell'Italia che canta i White Stripes, e quella della pace - immobile anche col vento.
Ma già si è cominciato a razionare.
Con i serbatoi pieni di colpa: come se avessimo appena investito una balena, inseguiti dai fantasmi delle cacche non raccolte.
E' solo l'Impero - che si è fatto appena più furbo.
Con una mano indica il barbaro, con l'altra l'albero.
E ti dice quelli li hai fatti entrare tu, quelli li hai fatti morire tu.
E non ti dice véstiti che si va in guerra.
Che poi mica si va per spostare di nuovo in là i confini: si va perché si vive di più ma non si sa perché. e cosa farsene.
Resta il bunker - e si lavora otto ore al giorno per potersene permettere uno.
La musica la fanno nei bunker e fuori dai bunker.
Dentro si balla, fuori non si sa bene cosa fare.
Fare un disco è un modo per suonare fuori dai bunker. Non è detto che sia la strada giusta.
Ma una cosa eravamo bravi a fare - a riunirci.
Si prova a farlo di nuovo - anche perché l'alternativa è la casetta in canadà, e per quella c'è sempre tempo.
Andare in guerra all'alba va anche bene, ma almeno scegliersi l'esercito.
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